Nobili bugie

Gene­re: black come­dy; Dura­ta: 100 minu­ti; For­ma­to: Cine­ma­sco­pe; Anno: 2016; Ripre­se avve­nu­te: tra apri­le e mag­gio 2016. Usci­ta in sala: feb­bra­io 2018 Pro­dut­to­re: Geno­ma Films Srl (Pao­lo Ros­si); Regia: Anto­nio Pisu; Sog­get­to: Anto­nio Pisu e Fede­ri­co Tolar­do; Sce­neg­gia­tu­ra: Anto­nio Pisu e Fede­ri­co Tolar­do; Diret­to­re di pro­du­zio­ne: Ema­nue­la Zac­che­ri­ni; Diret­to­re del­la foto­gra­fia: Dario Ger­ma­ni; Mon­tag­gio: Pao­lo Mar­zo­ni; Costu­mi: Anna Riz­zo­li – Scissor’s lab. Truc­co e Costu­mi: Regi­na Lunel­li Pan­cal­di e Anna­ma­ri di Iorio; Sce­no­gra­fia: Nico­la Rimon­di; Musi­che Ori­gi­na­li: Fio Zanot­ti; Diret­to­re arti­sti­co: Giam­bat­ti­sta Assanti.

Nobili bugie

Trama

Sui col­li Bolo­gne­si, una fami­glia di nobi­li deca­du­ti soprav­vi­ve al pro­prio decli­no eco­no­mi­co nel­l’u­ni­co luo­go che anco­ra pos­sie­de: la tenu­ta di Vil­la La Quie­te. Affron­ta­no il pro­ble­ma del­la guer­ra e del­la cri­si nel solo modo tra­man­da­to­gli dal­le loro fami­glie: sem­pli­ce­men­te fre­gan­do­se­ne. Il Duca Pier Dona­to Mar­tel­li­ni e la Duches­sa Romo­la Val­li, stan­chi e avvi­li­ti, risie­do­no nel loro pode­re con la ser­vi­tù ormai ridot­ta ai mini­mi ter­mi­ni: un gio­va­ne giar­di­nie­re cie­co e un mag­gior­do­mo sor­do, entram­bi redu­ci di guer­ra; e Gio­van­na, la cuo­ca costan­te­men­te arrab­bia­ta ed eter­na­men­te inna­mo­ra­ta. Come se non bastas­se devo­no pren­der­si cura del figlio Jean-Jac­ques: un imma­tu­ro cin­quan­ten­ne che pas­sa le sue gior­na­te a com­por­re poe­sie con un uni­co tema ricor­ren­te: il Bolo­gna FC. La solu­zio­ne a tut­ti i pro­ble­mi si pre­sen­ta alla vil­la in un pome­rig­gio qual­sia­si; un uomo e due don­ne in fuga, chie­do­no rifu­gio ai Duchi; sono ebrei, si chia­ma­no Benia­mi­no, Anna e Ste­fa­nia. Sono dispo­sti a paga­re con un lin­got­to d’o­ro ogni mese di per­ma­nen­za e pro­met­to­no di migra­re altro­ve subi­to dopo la fine del­la guer­ra. La Duches­sa, dopo aver accet­ta­to, fa di tut­to per seda­re sul nasce­re ogni ten­ta­ti­vo del­la ser­vi­tù e del mari­to di ruba­re il teso­ro agli ospi­ti e pren­de in mano la situa­zio­ne. Il suo ordi­ne è sem­pli­ce: non fare nul­la, aspet­ta­re che la fami­glia di “rifu­gia­ti” man­ten­ga la pro­mes­sa e doni più lin­got­ti pos­si­bi­li al fine di dar la pos­si­bi­li­tà ai “deca­du­ti Mar­tel­li­ni” di riac­qui­sta­re tut­ti gli immo­bi­li, mobi­li, nin­no­li, ricor­di di fami­glia, tova­glie di seta, spaz­zo­le d’a­vo­rio, col­le­zio­ni di uni­cor­ni a don­do­lo, che nel cor­so degli anni era­no sta­ti costret­ti a impe­gna­re, ven­de­re, o rega­la­re. Gli affit­ti si sus­se­guo­no, i lin­got­ti aumen­ta­no e pro­prio nel momen­to in cui il Duca e la Duches­sa intra­ve­do­no final­men­te una rina­sci­ta nobi­lia­re, la guer­ra fini­sce. Ter­ro­riz­za­ti dal­la pos­si­bi­li­tà di per­de­re l’u­ni­ca fon­te di gua­da­gno, con l’a­iu­to del figlio e dei col­la­bo­ra­to­ri dome­sti­ci, orga­niz­za­no una serie di rocam­bo­le­schi esca­mo­ta­ge, pan­to­mi­me e sot­ter­fu­gi per fin­ge­re che il con­flit­to non sia anco­ra fini­to. Un gior­no, però alla vil­la, si pre­sen­ta un uomo che Anna, Ste­fa­nia e Benia­mi­no cono­sco­no bene: Fran­co. Da quel momen­to, tut­to cam­bia, e nien­te sarà più come sembra…